CYBERBULLISMO E INCLUSIONE: A VENEZIA L’INCONTRO PROMOSSO DALL’ARMA DEI CARABINIERI IN COLLABORAZIONE CON CORTINAMETRAGGIO

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CYBERBULLISMO E INCLUSIONE: A VENEZIA L’INCONTRO PROMOSSO DALL’ARMA DEI CARABINIERI IN COLLABORAZIONE CON CORTINAMETRAGGIO

 

Venerdì 11 settembre, dalle ore 12.00 all’Hotel Excelsior – Spazio Incontri, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Salvatore Luongo, Maddalena Mayneri, Presidente di Cortinametraggio, e l’App. Sc. Luigi Busà, Campione Olimpico.

Presente anche il cast del cortometraggio “È più difficile”, con i protagonisti Alessandro Bedetti, Giacomo Covi e il regista Aldo Iuliano. A seguire, la proiezione del corto.

VENEZIA – Il cyberbullismo è una delle forme più insidiose della violenza contemporanea: una violenza psicologica che attraversa gli strumenti digitali, le chat e i social network, insinuandosi nella quotidianità di tanti adolescenti e consumandosi spesso nel silenzio, nell’isolamento e nell’indifferenza di chi assiste senza intervenire.

A questo tema, di grande attualità e rilevanza sociale, sarà dedicato “Cyberbullismo e inclusione”, l’incontro organizzato dall’Arma dei Carabinieri in collaborazione con Cortinametraggio, in programma venerdì 11 settembre, dalle ore 12.00 alle 13.00, all’Hotel Excelsior – Spazio Incontri, all’interno della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Un momento di confronto e riflessione che vedrà la partecipazione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gen. C.A. Salvatore Luongo, di Maddalena Mayneri, Presidente di Cortinametraggio, e dell’App. Sc. Luigi Busà, Campione Olimpico, insieme al cast del cortometraggio “È più difficile” di Aldo Iuliano, con i due giovani protagonisti Alessandro Bedetti e Giacomo Covi.

L’incontro intende richiamare l’attenzione non soltanto sulle conseguenze del cyberbullismo, ma anche sulla responsabilità individuale e collettiva di fronte alle nuove forme di violenza che si sviluppano nello spazio digitale. Un fenomeno che riguarda direttamente le giovani generazioni e che impone alle istituzioni, alla scuola, alle famiglie e alla società nel suo insieme un impegno sempre più forte nella prevenzione, nell’ascolto e nella costruzione di una cultura dell’inclusione.

A seguire sarà proiettato “È più difficile”, il cortometraggio diretto da Aldo Iuliano e tratto da un soggetto di Francesca Romana Massaro e Roberto Ciufoli, che vede come produttrice creativa Maddalena Mayneri e come produttrice esecutiva Chiara Budano.

Nato nell’ambito di Cortinametraggio, prodotto da Andromeda Film di Filippo Montalto e Francesco Montalto e realizzato in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, il film affronta il tema del cyberbullismo e della fragilità emotiva delle nuove generazioni, raccontando una realtà sempre più segnata dal rapporto tra vita reale e dimensione virtuale.

Ambientato in un surreale liceo fatto di pareti di vetro e superfici riflettenti, il cortometraggio mette al centro Andrea, un ragazzo silenzioso e appartato vittima della violenza online. Attraverso un inaspettato esperimento sociale condotto da tre Carabinieri, un’intera classe viene posta di fronte alle conseguenze della cyber-violenza e al peso dell’indifferenza di chi guarda senza intervenire.

Nel cast, accanto a Giacomo Covi e Alessandro Bedetti, anche Carolina Sala, Roberto Ciufoli, Maria Rosaria Russo, Manuel Ricco, Mathilde Serre e Alexia Cozzi.

«Il cyberbullismo è una forma di violenza psicologica compiuta attraverso strumenti digitali, una realtà drammatica che vivono molti adolescenti contemporanei nel silenzio della propria interiorità. Ho provato a calare visivamente i personaggi di questo cortometraggio in un Haiku – la breve poesia giapponese – dove la gentilezza di un pensiero si contrappone al silenzio di chi guarda e non fa niente per opporsi», dichiara Aldo Iuliano.

Con “Cyberbullismo e inclusione”, l’Arma dei Carabinieri e Cortinametraggio scelgono dunque di utilizzare anche il linguaggio del cinema come strumento di sensibilizzazione e di dialogo, per portare all’attenzione del pubblico un fenomeno che troppo spesso rimane nascosto dietro lo schermo di un telefono.

Un’occasione per riflettere sul valore dell’ascolto, della responsabilità e della partecipazione, perché di fronte alla violenza – anche quando si manifesta nel mondo digitale – non voltarsi dall’altra parte può fare la differenza.

 

 

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